Edificio B2, Campus Bovisa Durando, Milano
Un ciclo di open lectures nell’ambito del design degli interni e dello spazio, che esplora approcci, strumenti e visioni per interpretare e trasformare la città contemporanea, tra pratiche partecipative e nuove forme di riuso.
- Participation and Public Spaces: Approaches, Tools and Best Practices in Milan
30 marzo 2026, dalle 16:30 alle 17:30, edificio B2, B2.1.14, Campus Bovisa Durando, Milano
Il corso Design for Placemaking Studio del Corso di laurea magistrale in Interior and Spatial Design tenuto da Davide Fassi e Emma Puerari presenta l’open lecture Participation and Public Spaces: Approaches, Tools and Best Practices in Milan.
L’appuntamento riunisce esperti e rappresentanti istituzionali per approfondire le strategie e gli strumenti utilizzati nel capoluogo lombardo per favorire la partecipazione cittadina nella progettazione e gestione degli spazi pubblici. Vania Cuppari e i rappresentanti di AMAT, Chiara De Grandi e Carlotta Centimeri, presenteranno metodi innovativi e casi di successo che illustrano come la collaborazione tra istituzioni, cittadini e stakeholder possa trasformare gli spazi urbani in ambienti più inclusivi, funzionali e condivisi. Il talk offre una panoramica sulle buone pratiche milanesi, evidenziando l’importanza della co-progettazione e della governance partecipativa per costruire città più vivibili e sostenibili.
- Kind of Blue, Luciano Crespi
23 aprile 2026, alle 11:15, edificio B2, B2.1.8, Campus Bovisa Durando, Milano
Il Laboratorio di Design degli Interni del Corso di laurea in Design degli Interni tenuto da Anna Anzani, Cinzia Pagni e Massimo Schinco, presenta l’open lecture Kind of Blue, Luciano Crespi.
Lo standard jazz non è una forma da riprodurre ma una struttura condivisa che rende possibile l’improvvisazione. È un dispositivo aperto in cui disciplina e libertà, memoria e variazione convivono e si generano reciprocamente. Allo stesso modo il riuso degli avanzi, intesi come architetture abbandonate o dimenticate, può essere interpretato attraverso il paradigma del non-finito come insieme di standard non formali ma comportamentali capaci di orientare il progetto senza determinarlo in modo rigido. Non si tratta di modelli architettonici da replicare ma di codici minimi di intervento che permettono di lasciare visibili le tracce del tempo, aggiungere senza cancellare, rendere abitabile senza completare e riconoscere al provvisorio un valore progettuale autonomo. In questa prospettiva il non-finito si configura come una pratica di cura fondata sulla permanenza controllata della ferita. La città non viene intesa come oggetto di pianificazione totale ma come organismo da osservare a partire dalle sue fratture. La città degli avanzi si distanzia così dalla retorica della rigenerazione a ogni costo e si avvicina a un atteggiamento di ascolto in cui il silenzio precede la parola e il margine diventa spazio di possibilità per nuove forme di vita.
- Be my Guest, Parisotto+Formenton Studio
28 aprile 2026, alle 14:15, Edificio B2, B2.1.1, Campus Bovisa Durando, Milano
Il corso di Soft Skills del Corso di laurea in Design degli Interni, tenuto da Elena Elgani e Marta Conconi, presenta l'open lecture Be my Guest, Parisotto+Formenton Studio.
Lo studio Parisotto+Formenton Architetti, fondato da Aldo Parisotto e Massimo Formenton, con sedi a Padova e Milano, presenterà la propria visione e il proprio approccio distintivo all’interpretazione e allo sviluppo dei progetti di interior design. Particolare attenzione sarà dedicata al concetto di welcoming come espressione di accoglienza, concretizzato in spazi che ricevono e ospitano, suscitano emozione e promuovono una fruizione consapevole del tempo, oltre a una relazione sostenibile con l’ambiente.
Attraverso la presentazione di progetti realizzati, lo studio illustrerà il proprio approccio progettuale e la metodologia applicata allo sviluppo dei progetti di interior design, dalla definizione del concept fino alla progettazione esecutiva.
- Il metodo matrioska. Dal concept alla realizzazione
5 maggio 2026, alle 16:30, Edificio B2, B2.1.1, Campus Bovisa Durando, Milano
Il corso di Soft Skills del Corso di laurea in Design degli Interni, tenuto da Elena Elgani e Marta Conconi, presenta l'open lecture Il metodo matrioska. Dal concept alla realizzazione.
L’Architetto André Straja, founder di GaS Studio con sede a Milano, presenterà il percorso progettuale dello studio, mettendo a fuoco quegli aspetti professionali e relazionali che contribuiscono alla definizione di un buon progettista. Il metodo di sviluppo dei progetti di spatial design, dall’idea iniziale fino alla progettazione esecutiva, sarà espresso attraverso la presentazione di progetti realizzati.
- Dalla scultura al segno. Arte e spazio urbano fra documenti e realtà. Gli anni Settanta
13 maggio 2026, dalle 14:30 alle 16.00, edificio B2, B2.2.13, Campus Bovisa Durando, Milano
Il corso Arte Contemporanea e Spazi del Corso di laurea in Design degli Interni, tenuto da Anna Mazzanti e Matilde Marzotto presenta l’open lecture Dalla scultura al segno. Arte e spazio urbano fra documenti e realtà. Gli anni Settanta.
Gli anni Settanta hanno rappresentato, nell’ambito della pratica artistica tridimensionale, una rivoluzione dello sguardo rispetto allo spazio aperto, e in particolare a quello urbano. In questo contesto, la relazione tra opera e l'ambiente che la accoglie si fa progressivamente più concreta e semanticamente densa, fino a configurarsi in processi installativi e pratiche site specific. Tale mutamento risponde a una pluralità di istanze storiche, artistiche e poetiche. Gli interventi dei due giovani studiosi Caterina Martinelli e Duccio Nobili, che hanno affrontato questi argomenti nelle rispettive tesi dottorali, si articoleranno nell’individuare alcune prospettive critiche e nel ricostruire i processi storici che hanno caratterizzato l’intensificarsi delle relazioni tra scultura ambientale e spazio urbano condiviso. L’attenzione sarà rivolta in particolare agli interventi realizzati a partire dagli anni Settanta, molti dei quali risultano ancora oggi attivi o oggetto di riattivazione e rilettura.
- A Dialogue with the Monument between History and Intervention
14 maggio 2026, dalle 11:15, edificio B2, B2.1.8, Campus Bovisa Durando, Milano
Il Laboratorio di Design degli Interni del Corso di laurea in Design degli Interni tenuto da Anna Anzani, Cinzia Pagni e Massimo Schinco, presenta l’open lecture A Dialogue with the Monument between History and Intervention.
L’architettura viene presentata non solo come arte della permanenza, destinata a durare nel tempo, ma anche come spazio attraversato da trasformazioni, usi differenti e stratificazioni successive che ne modificano continuamente il senso. In questa prospettiva, l’edificio non è un oggetto statico, ma una materia viva che conserva e restituisce tracce della propria storia, fino a diventare monumento. La lezione, con Nicolas Gyömörey (ESA Saint-Luc, Bruxelles), invita a considerare il restauro come un processo interpretativo fondato sull’osservazione, sulla ricerca storica e sull’analisi del costruito. Intervenire su un edificio non significa soltanto modificarlo, ma anche leggerne le tracce, comprenderne le intenzioni originarie e riconoscere i valori inscritti nella sua materia. In questo senso, il patrimonio non è inteso come un’immagine da cristallizzare, ma come una narrazione aperta, da ascoltare, interpretare ed estendere attraverso il progetto contemporaneo.
- AI per il futuro dell'Interior Design
18 maggio 2026, ore 14:30, edificio B2, B2.1.1, Campus Bovisa Durando, Milano
Walter Terruso è un AI Design Strategist, Interior & Exhibition Designer, Docente e fondatore di Walter Terruso Designer e Formevere Studio. I suoi progetti si muovono con un approccio multidisciplinare dall’interior design alla direzione creativa attraverso nuovi linguaggi generativi. Il suo lavoro indaga il potenziale dell’Intelligenza Artificiale come estensione del pensiero progettuale. L’AI non come un semplice strumento di produzione ma come partner creativo capace di generare nuovi immaginari, accelerare i processi e ridefinire il modo in cui un progetto prende forma, comunica e diventa esperienza. Crede in una figura di designer sempre più ibrida, capace di unire cultura del progetto, direzione creativa, sensibilità visiva e tecnologie generative. Un designer che, nel prossimo futuro, non potrà più prescindere dalla capacità di comprendere, guidare e integrare l’AI nei propri processi lavorativi, trasformandola in una nuova competenza progettuale.
