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DIY-Materials

22 novembre 2021 — 3 minuti di lettura

I materiali sono indiscutibilmente uno degli attori principali del processo progettuale. Attraverso i materiali e le tecnologie ad essi associate, si determina il futuro dell’artefatto, la sua relazione con gli utenti e l’ambiente. Il principio alla base dello sviluppo di materiali seguendo l’approccio Do It Yourself Materials (DIY-Materials) è emerso all’interno del concetto della Materials Experience, ossia ciò che descrive una visione olistica dei materiali nel design, che permette di capire e definire come un materiale possa influenzare il pensiero, le sensazioni e le azioni.

Sperimentazione e tinkering con risorse alternative per lo sviluppo di DIY-Materials. Workshop realizzato all’interno del progetto europeo MaDe ↗ Photo by Ardila

I DIY-Materials sono definiti come un’esperienza materica emergente e sono creati attraverso esperienze di autoproduzione individuale o collettiva, spesso con tecniche e processi di invenzione propria del designer, come risultato di un processo di “Material Tinkering”, ossia tramite la sperimentazione creativa di sostanze, ingredienti e processi. Questi possono essere materiali nuovi, creati con l’aggiunta di altre sostanze oppure possono essere versioni modificate o ulteriormente sviluppate di materiali già esistenti.

Egacomp, campioni di materiale. Progetto di Luisa Alpeggiani, Mattia Antonetti, Fabrizio Guarrasi, supervisionato da Prof. Valentina Rognoli, corso Designing Materials Experiences, Scuola del Design, Politecnico di Milano, 2015. Foto di Luisa Alpeggiani, Mattia Antonetti, Fabrizio Guarrasi, 2015.

Il gruppo di ricerca transdisciplinare DIY-Materials è stato fondato ed è tutt’oggi guidato da Valentina Rognoli, Prof.ssa associata del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e vede la partecipazione di ricercatori italiani e internazionali.

NeWool, campioni di materiale risultato del progetto di tesi di Laurea Magistrale “Cook2Design” di Giada Lagorio, supervisionato da Prof. Valentina Rognoli, Politecnico di Milano, Scuola del Design, 2014.

È semplice decretare l’origine dei materiali tradizionali, è certo infatti che la plastica provenga dal petrolio e il vetro dalla silice, mentre le origini dei DIY-Materials non sono così evidenti. La loro classificazione si basa principalmente sull’origine del materiale o dei materiali di cui sono composti ed è ispirata alla tassonomia di Linneo, botanico, zoologo e medico svedese che nel 1758 raccolse gli elementi della terra nel suo Systema Naturae. Quindi, per facilitare la classificazione e la comprensione dei DIY-Materials sono stati definiti cinque gruppi, denominati regni. Dai più tradizionali e facilmente immaginabili Kingdom Vegetalia, Kingdom Animalia e Kingdom Lapideum ai più complessi e meno immediati Kingdom Recuperavit e Kingdom Mutantis, riferiti rispettivamente ai materiali nati da scarti e a quei materiali nati dall’evoluzione e dalla mutazione di ingredienti, anche di diverse fonti, grazie all’uso di una tecnologia determinata. Seguendo questo schema, è stato costruito un database www.diymaterials.it ↗ che presenta diversi casi studio e alcuni materiali nati in seno al gruppo di ricerca, da singoli progettisti o da gruppi. Questo database vuole essere un archivio di ispirazione per le ricerche future attorno al tema dei materiali autoprodotti.

Rappresentazione dell’estetica del regno animale realizzata dal Dr. Camilo Ayala-Garcia per la sua ricerca di dottorato “The Materials Generation”, Politecnico di Milano, 2019

In aggiunta alle attività legate ai DIY-Materials, il gruppo di ricerca si concentra, sia a livello teorico che pratico, su temi trasversali inerenti ai materiali per il design, ai materiali circolari e sostenibili, ai materiali connessi e per i sistemi interattivi. Oltre a consolidare i temi di ricerca con ricerche e progetti finanziati, DIY-Materials research group intende intensificare le proprie azioni nell’area della bio-fabrication, fabbricazione di materiali e artefatti tramite l’impiego di organismi viventi come alghe, micelio e batteri, attraverso ricerche dottorali, progetti e cooperazioni a livello internazionale e nazionale.

Staff

Prof. Valentina Rognoli: Materiali per il Design, Materials Experience e sensorialità, materiali emergenti e circolari (bio-based, smart, interattivi per IoT, ... ), Materiali DIY; speculative materials
Ziyu Zhou (PhD student): material education in design, material speculation
Barbara Pollini (PhD student): materiali e sostenibilità, materiali da scarti, materiali bio-based, circular materials, biodesign e biofabrication
Luca Alessandrini (PhD student): materiali da scarti, piattaforma di biobased materials
Dr. Stefano Parisi (assegnista di ricerca su progetto Erasmus+ Datemats, coordinato da Venere Ferraro): materiali e tecnologie interattivi, connessi, e smart (ICS Materials); hybrid material systems; material sugmentation.

Partners/membri del network (nazionali, europei, internazionali)

Università Vanvitelli, Napoli: Prof. Carla Langella
UniBZ: Prof. Aart van Bezooijen
HfG Offenbach: Prof. Markus Holzbach
Tu Delft: Prof. Elvin Karana
Elisava: Prof. Laura Cleries
Sheffield Hallam University: Prof. Daniela Petrelli
Los Andes: Prof. Camilo Ayala-Garcia