From Rimini to Havana

Un progetto di ospitalità sostenibile tra heritage, creatività e design internazionale

L'interno di una stanza dal design vivace e retrò, caratterizzato da un pavimento a scacchi bianchi e neri. Una parete bianca riporta la scritta decorativa "FROM RIMINI TO Habana", posizionata sopra un elegante divanetto in stile classico con imbottitura rosa corallo e struttura in legno scuro. L'ambiente gioca su forti contrasti cromatici: un arco rosso intenso conduce a un altro vano, mentre la parte inferiore delle pareti è dipinta in un blu petrolio profondo. Sulla sinistra si intravedono un frigorifero arancione e una pianta verde rigogliosa sulla destra

MODE HOTEL e la suite “From Rimini to Havana”: una collaborazione tra il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e il sistema dell’hotellerie per ripensare la sostenibilità nel settore turistico.

Che cosa significa progettare in modo sostenibile? A questa domanda il progetto MODE prova a rispondere mettendo in dialogo tredici studi di architettura tra i più rilevanti nel settore dell’hotellerie. Come sottolinea Mauro Santinato, Presidente di Teamwork Hospitality e ideatore di MODE HOTEL, l’obiettivo è esplorare nuove forme di accoglienza che combinino qualità dell’esperienza, rispetto dell’ambiente, attenzione al benessere delle persone e valorizzazione del patrimonio culturale.

MODE nasce a Rimini come iniziativa di rigenerazione di una delle storiche strutture turistiche della città, l’Hotel Arlesiana, trasformato in un luogo sperimentale: un laboratorio permanente di progettazione dell’ospitalità contemporanea. Ogni camera dell’hotel diventa infatti una diversa interpretazione del concetto di sostenibilità, vista attraverso gli occhi dei progettisti coinvolti.

Un interno domestico dal design eclettico e pop. La cucina a vista presenta pareti rosso acceso e una nicchia blu con scaffali a giorno. Un tavolo rotondo giallo acceso e sedie in paglia di Vienna completano l'arredamento, insieme a poster vintage di cocktail e un frigorifero arancione in stile anni '50

In questo contesto si colloca la suite From Rimini to Havana”, sviluppata con il contributo progettuale del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano e caratterizzata da una contaminazione vivace tra le atmosfere della riviera romagnola e quelle della tradizione cubana.

L’ispirazione affonda negli anni ’60, in un immaginario fatto di colori brillanti, musica, convivialità e ottimismo. La suite è introdotta da una wallpaper customizzata realizzata a partire da un’opera dell’artista cubano Raúl Valdés González, che accompagna l’ospite in un’esperienza suggestiva e multisensoriale.

Materiali, arredi, accessori e recupero di elementi vintage evocano la calda intensità della cultura havanese, instaurando un dialogo con la leggerezza e l’energia tipiche della riviera romagnola. Questa sintesi dà vita a un ambiente immersivo, progettato secondo una prospettiva contemporanea e profondamente attenta ai temi della sostenibilità.

Un particolare di una parete color verde lime su cui sono appesi due specchi con cornici barocche riccamente decorate, una di colore arancione e una blu intenso. Accanto agli specchi scende una lampada a sospensione bianca dal design minimale
La vista attraverso un arco rosso intenso rivela una camera da letto vivace e ricca di contrasti. La parete di fondo è decorata con una carta da parati a motivi floreali multicolore, mentre la parete laterale è di un blu acceso, arricchita da un'insegna al neon circolare. Il pavimento riprende il motivo a scacchi bianchi e neri già visto negli altri ambienti. Sulla sinistra, una parete gialla presenta illustrazioni in stile fumettistico, creando un ambiente creativo e dinamico

“From Rimini to Havana” è più di una suite: è una narrazione di luoghi, memorie e culture, reinterpretata attraverso il design per dare forma a un nuovo modo di vivere l’ospitalità.
Un esempio tangibile di come la sostenibilità non sia solo una scelta tecnica, ma un approccio culturale e progettuale capace di generare valore per il territorio, per le persone e per le comunità coinvolte.

Un approccio sostenibile dal concept alla realizzazione

I principi che guidano il progetto includono:

  • Attenzione alle quattro dimensioni della sostenibilità: ambientale, sociale, economica e culturale
  • Progettazione flessibile, capace di evolvere nel tempo
  • Coinvolgimento di giovani progettisti, artigiani, tappezzieri in formazione e creativi italiani e cubani
  • Riduzione dell’impatto ambientale attraverso soluzioni a risparmio idrico ed energetico
  • Selezione di materiali Made in Italy certificati: ceramiche EPD, tessuti Ecolabel, boiserie ottenute da legno riciclato 100%, pitture atossiche a basse emissioni VOC
  • Utilizzo di arredi e complementi second hand, rigenerati e riutilizzati
  • Impiego di arredi nuovi progettati secondo criteri di eco-design, con materiali 100% riciclabili e filiere di prossimità

La suite rappresenta così un modello replicabile di ospitalità consapevole, capace di integrare qualità estetica e responsabilità ambientale.

Un dettaglio d'arredo che accosta diverse texture e pattern. In primo piano, un manichino sartoriale bianco decorato con un delicato motivo floreale nero si staglia contro una parete blu petrolio. Sulla destra, un gruppo di lampade a sospensione in vetro colorato e sagomato (arancio, rosa, fumé) pende davanti a una parete con carta da parati a fiori vivaci, creando un gioco di sovrapposizioni cromatiche e riflessi

Il progetto

Il concept originario nasce all’interno di un workshop della Scuola del Design del Politecnico di Milano, sviluppato dagli studenti Elisa Cattaneo, Benedetta Franci, Rolando Antonio Escobar Hidalgo, Elisa Panizza e Erika Spanu, sotto la guida dei docenti Cinzia Pagni, Elena Elgani, Francesco Scullica e del collaboratore Federico Salmaso.

Successivamente il progetto è stato approfondito e sviluppato dal Dipartimento di Design, con Francesco Scullica come responsabile scientifico, e con il coinvolgimento di Claudia Borgonovo, Elena Elgani, Cinzia Pagni e Federico Salmaso.

Aziende partner

Crediti foto: Flavio Ricci

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