La mia ricerca esplora come il design possa includere una prospettiva non umana: in un mondo in cui tecnologie come l’intelligenza artificiale stanno ridefinendo il nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda, come possiamo progettare con e per un ecosistema responsabile e sostenibile di intelligenze umane, artificiali e naturali? Quali nuove prospettive si aprono a noi su questo pianeta?
Il cambiamento climatico, ad esempio, è un fenomeno difficile da percepire con il nostro corpo e si manifesta in tempi e spazi così vasti da sfuggire ai nostri sensi. Allo stesso tempo, i sistemi tecnologici come l’intelligenza artificiale, stanno ridefinendo il nostro modo di interagire e comprendere il mondo, pur rimanendo spesso opachi e centralizzati.
Questa doppia sfida ci porta a una domanda cruciale: possiamo immaginare una tecnologia che non serva soltanto i bisogni umani, ma che ci aiuti a connetterci anche con scale e sensibilità non umane, aprendo nuove possibilità per la nostra sopravvivenza collettiva?
