Basandosi sui recenti sviluppi della neurobiologia vegetale e integrandoli con le prospettive della teoria del design, il volume mette in discussione la radicata concezione delle piante come elementi “passivi” o meramente ornamentali, proponendole invece come agenti attivi e intenzionali, in grado di interagire e influenzare i sistemi progettati.
Attraverso il confronto con gli approcci del more-than-human design e del design multispecie, il testo sottolinea l’importanza di riconoscere e coltivare le relazioni interspecie, come presupposto essenziale per immaginare, progettare e costruire spazi urbani più inclusivi, ecologicamente consapevoli e capaci di accogliere la pluralità delle forme di vita che li abitano.


