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Data inizio

Gennaio 2019

Data fine

Marzo 2021

Status

Completato

Tango-Down Athena. Il teatro come hackeraggio del mito urbano

Data inizio

Gennaio 2019

Data fine

Marzo 2021

Status

Completato

Un progetto di ricerca situato e interdisciplinare per la città italiana di Ivrea, che esplora, attraverso approcci e linguaggi di design e teatro e un processo di envisioning guidato dal design, l'influenza che un mito può avere sulla trasformazione della città contemporanea, il suo immaginario e le sue identità, in relazione allo spazio urbano, con l'obiettivo di attivare nuovi significati per le comunità locali e offrire un'articolazione equilibrata del proprio passato(i) verso scenari futuri.

Il progetto riflette su come i processi partecipati di early envisioning potrebbero sostenere le comunità locali nel riarticolare il loro "mito urbano contemporaneo" attraverso lo storytelling e l'anticipazione del design, espandendo un approccio guidato dal design partecipativo ed esplorando anche il dialogo tra design e teatro.

Nel 2018, la città di Ivrea è stata inserita dall'UNESCO nella lista del patrimonio mondiale come "città industriale del XX secolo" per il suo passato industriale, principalmente influenzato dalla presenza fisica e ideologica di Adriano Olivetti, che, nonostante la sua rilevanza per la vita culturale della città, ha avuto l'insidia di creare una narrazione mitologica e unitaria sulla città, che è rimasta anche dopo l'esaurimento della produzione industriale di Olivetti, generando nostalgia e un senso di mancanza di nuove narrazioni.

L'obiettivo del progetto di ricerca è quello di assumere questa frammentazione sociale e spacchettare la sua narrazione per aprire l'immaginazione sociale e interrogare le controversie locali sottostanti (e spesso inespresse) per immaginare collettivamente dei futuri possibili.

L'immaginazione partecipativa di futuri possibili serve qui come un modo per coinvolgere voci diverse in una conversazione e creare un terreno comune per una trasformazione sociale più partecipata e inclusiva.

La necessità di mettere in discussione il mito urbano del passato e di creare una conversazione con le diverse voci e anime della città ha rappresentato il punto di partenza per iniziare a co-creare con quei diversi attori locali, potenziali narrazioni future che potrebbero servire come contro-narrazioni, mettendo in discussione i loro punti di vista, portando quelle voci contestatrici in dialogo e possibilmente creando tra loro legami sociali più forti, che sono in effetti i requisiti per un reale cambiamento sociale.

Il team di ricerca affronta quindi un'idea di partecipazione che va oltre la tangibilità dell'impatto delle soluzioni per un'innovazione guidata dalla società, e mira piuttosto a identificare e mettere in discussione diversi punti di vista sottostanti, possibilmente articolando un dialogo tra le voci contestuali riunendole intorno a possibili questioni comuni presenti e future, da tradurre poi attraverso la riarticolazione del linguaggio teatrale verso una narrazione rinnovata e universale.

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